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Giochi olimpici - Wikipedia

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Giochi olimpici

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I Giochi olimpici sono un evento sportivo quadriennale che prevede la competizione tra i migliori atleti del mondo in quasi tutte le discipline sportive praticate nei cinque continenti.

Essi, pur essendo comunemente chiamati anche Olimpiadi, non sono da confondere con l'Olimpiade. Quest'ultima indica l'intervallo di tempo di quattro anni che intercorre tra un'edizione dei Giochi Olimpici e la successiva. Per questo, anche se i Giochi del 1916, del 1940 e 1944 non sono stati disputati, si è continuato a conteggiare le Olimpiadi, cosicché i Giochi di Pechino 2008 sono stati quelli della Ventinovesima Olimpiade.

Il nome Giochi Olimpici è stato scelto per ricordare i giochi che si svolgevano nell'antica Grecia presso la città di Olimpia, nei quali si confrontavano i migliori atleti greci.

Il barone Pierre De Coubertin alla fine del XIX secolo ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica Grecia, e quindi preclusi al sesso femminile, ma su questo punto non venne ascoltato. La prima Olimpiade dell'era moderna si svolse ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche dei Giochi Olimpici invernali specifici per gli sport invernali. In più, esistono anche le Paralimpiadi, competizioni fra persone diversamente abili. A partire dal 1994 l'edizione invernale non si tiene più nello stesso anno dell'edizione estiva, ma sfasata di due anni.

La bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione simboleggia tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.

Il motto dei Giochi olimpici è Citius, altius, fortius, ovvero "Più veloce, più alto, più forte".

Indice

modifica I Giochi antichi

Le prime Olimpiadi si svolsero nel 776 a.C. ad Olimpia. All'inizio era essenzialmente una manifestazione locale e veniva disputato unicamente lo stadion, un'antica gara di corsa, parte dei Giochi Olimpici e dei Giochi Panellenici. Successivamente si aggiunsero altri sport e i Giochi arrivarono a comprendere corsa, pugilato, lotta e pentathlon.

Da quel momento in poi, i Giochi divennero lentamente sempre più importanti in tutta la Grecia antica, raggiungendo l'apice nel VI secolo a.C. e nel V secolo a.C.. Le Olimpiadi avevano anche un'importanza religiosa, in quanto si svolgevano in onore di Zeus, una statua del quale si trovava ad Olimpia. Il numero di gare crebbe a venti, e le celebrazioni si estendevano su più giorni. I vincitori delle gare erano ammirati e immortalati. I Giochi si tenevano ogni quattro anni e il periodo tra le due celebrazioni divenne noto come Olimpiade. Per tutta la durata dei giochi (tre giorni) venivano sospese le guerre in tutta la Grecia: questa tregua era chiamata Tregua Olimpica Ekecheiria[1]. I greci usavano le Olimpiadi come uno dei loro metodi per contare gli anni.

La partecipazione era riservata a greci liberi che potessero vantare antenati greci. La necessità di dedicare molto tempo agli allenamenti comportava che solo i membri delle classi più facoltose potessero prendere in considerazione di partecipare[1]. Venivano esclusi dalla partecipazione gli schiavi, i barbari, gli omicidi, i sacrileghi. I Giochi persero gradualmente importanza con l'aumentare del potere Romano in Grecia. Quando il cristianesimo divenne la religione ufficiale dell'Impero Romano, i Giochi Olimpici vennero visti come una festa "pagana", e quando nel 393 accadde la strage di Tessalonica nello stadio in cui si svolgevano le gare, l'imperatore Teodosio I (persuaso dal vescovo di Milano Ambrogio, inorridito per la strage) li vietò, ponendo fine a una storia durata più di 1000 anni[1].

modifica La Rinascita dei Giochi Olimpici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Giochi olimpici estivi.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Congresso olimpico del 1894.
Foto rappresentante Pierre de Coubertin.

I Giochi Olimpici non morirono. Già nel XVII secolo un festival sportivo che prendeva il nome dalle Olimpiadi si teneva in Inghilterra. Nei secoli seguenti eventi simili vennero organizzati in Francia e in Grecia, ma si trattava di manifestazioni su piccola scala e sicuramente non internazionali. L'interesse nella rinascita dei Giochi Olimpici crebbe quando le rovine dell'antica Olimpia vennero scoperte da degli archeologi tedeschi alla metà del XIX secolo[2].

Contemporaneamente un barone francese, Pierre de Coubertin, cercava una spiegazione alla sconfitta francese nella guerra franco-prussiana (1870-1871). Giunse alla conclusione che i francesi non avevano ricevuto un'educazione fisica adeguata, e si impegnò per migliorarla. De Coubertin voleva anche trovare un modo di avvicinare le nazioni, di permettere ai giovani del mondo di confrontarsi in una competizione sportiva, piuttosto che in guerra. E la rinascita dei Giochi Olimpici avrebbe permesso di raggiungere entrambi gli obiettivi.

De Coubertin presentò in pubblico le sue idee nel giugno 1894 durante un congresso presso l'università della Sorbona a Parigi. Il 23 giugno, ultimo giorno del congresso, venne deciso che i primi Giochi Olimpici dell'era moderna si sarebbero svolti nel 1896 ad Atene, in Grecia, la terra dove erano nati in antichità. Fu fondato il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per organizzare l'evento, sotto la presidenza del greco Demetrius Vikelas[2].

Lo Stadio Olimpico del 1896.

Le prime Olimpiadi dell'era moderna furono un successo. Con quasi 250 partecipanti, fu per l'epoca il più grande evento sportivo internazionale mai organizzato. La Grecia chiese di diventare sede permanente di tutti i futuri Giochi Olimpici, ma il CIO decise che le Olimpiadi avrebbero dovuto essere organizzate di volta in volta in una nazione diversa. Le seconde Olimpiadi furono assegnate a Parigi, Francia.

modifica Interferenze con le Olimpiadi

modifica Guerra

Contrariamente alle speranze del barone De Coubertin, le Olimpiadi non impedirono le guerre. I Giochi del 1916 furono cancellati a causa dello scoppio della prima guerra mondiale, e lo stesso avvenne per i giochi del 1940 e 1944, a causa della seconda guerra mondiale[2]. Inoltre i vincitori della prima guerra mondiale impedirono alle nazioni sconfitte di partecipare alle Olimpiadi del 1920[3]. Lo stesso accadde nel 1948; tutte le nazioni che persero la II Guerra Mondiale (tranne l'Italia, a cui venne riconosciuta l'attenuante di aver dichiarato guerra, dopo l'armistizio del 1943, all'invasore tedesco[4]) vennero escluse dai Giochi di Londra. Dal 1992 il CIO in occasione di ogni Olimpiade chiede ufficialmente alla comunità internazionale (con il supporto dell'ONU) di osservare la tregua olimpica.

modifica Politica

La politica interferì sullo svolgimento delle Olimpiadi anche in altre occasioni. Le Olimpiadi estive del 1936 a Berlino furono utilizzate come strumento di propaganda dal Partito nazista tedesco[5]. In queste Olimpiadi, Luz Long aiutò Jesse Owens (un atleta di colore) a vincere il salto in lungo, nonostante fosse un suo avversario; questo gesto viene considerato da molti un esempio di "vero Spirito Olimpico".[6]

L'URSS non prese parte ai Giochi Olimpici fino alle Olimpiadi di Helsinki del 1952 e dal 1928 in poi organizzò una competizione sportiva internazionale chiamate Spartachiadi. Molti atleti comunisti scelsero di non disputare le Olimpiadi e disputarono invece le Spartachiadi.[7]

I Giochi Olimpici del 1956 furono le prime Olimpiadi a venire boicottate. Paesi Bassi, Spagna e Svizzera rifiutarono di parteciparvi in segno di protesta per la repressione da parte sovietica della rivolta ungherese del 1956; inoltre anche Cambogia, Egitto, Iraq e Libano boicottarono i Giochi a causa della Crisi di Suez.[8]

Un incidente politico di scala minore avvenne durante le celebrazioni dei giochi di Città del Messico 1968. Due atleti afroamericani della squadra di atletica leggera, Tommie Smith e John Carlos, durante l'esecuzione dell'inno statunitense alla cerimonia di premiazione dei 200 metri, eseguirono il saluto delle Pantere Nere, per denunciare il razzismo contro gli afroamericani negli USA[9].

Negli anni settanta e ottanta furono invece i boicottaggi a segnare i Giochi. Prima furono i paesi africani a boicottare le Olimpiadi del 1976 per protestare contro la tournée in Sudafrica, in pieno regime di apartheid, della nazionale neozelandese di rugby[10]. Ai Giochi di Mosca nel 1980 furono gli USA, assieme ad altri paesi del blocco occidentale, a rifiutarsi di partecipare a causa dell'invasione sovietica dell'Afghanistan[11]. Per reazione, i sovietici e i loro partner del blocco orientale boicottarono i successivi Giochi di Los Angeles nel 1984[12].

modifica Terrorismo

Uno dei capitoli più neri della storia olimpica venne scritto nel 1972, in occasione dei Giochi Olimpici di Monaco, in quello che passerà alla storia come il massacro di Monaco. Un commando di terroristi palestinesi prese in ostaggio 11 membri della squadra olimpica israeliana. Il tentativo di liberazione da parte delle forze dell'ordine finì in un bagno di sangue: morirono tutti gli atleti, cinque terroristi ed un poliziotto[13].

Durante le Olimpiadi di Atlanta 1996, una bomba piazzata nel Centennial Olympic Park, uccise due persone e ne ferì più di cento. La bomba fu messa da Eric Robert Rudolph, che era un estremista cristiano[14].

Le Olimpiadi Invernali di Salt Lake City 2002 furono le prime dopo gli attentati dell'11 settembre 2001. Da questa Olimpiade in poi i Giochi richiederanno uno standard di sicurezza altissimo.

modifica Il CIO e il Movimento Olimpico

Il Comitato Olimpico Internazionale (in inglese International Olympic Committee) fu fondato il 23 giugno 1894 dal barone francese Pierre de Coubertin, ed è la massima autorità del Movimento Olimpico. Il suo ruolo è quello di promuovere sport, anche di alti livelli, solamente come sport, per tutti, e senza distinzioni. Inoltre garantisce la regolare organizzazione dei Giochi Olimpici, e incoraggia fortemente la promozione dello sport femminile, dell'etica sportiva, e dello sport pulito, senza doping. Le regole e le linee guida in base alle quali il CIO opera, sono delineate nello Statuto Olimpico.

Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è attualmente guidato dal belga Jacques Rogge.

Tre gruppi di organizzazioni operano ad un livello più specialistico:

La sede del CIO a Losanna.

Attualmente, 202 Comitati Olimpici Nazionali e 35 Federazioni Internazionali fanno parte del Movimento Olimpico. I Comitati Organizzatori dei Giochi Olimpici vengono disciolti dopo le celebrazioni dei Giochi, quando tutto il lavoro burocratico è stato svolto.

Più in generale, il termine Movimento Olimpico viene talvolta usato per comprendere chiunque e qualsiasi cosa sia coinvolta nelle Olimpiadi, come i corpi di governo sportivo nazionali, gli atleti, i media e gli sponsor dei Giochi Olimpici.

Il CIO ritiene tutti i diritti relativi alla organizzazione, marketing, trasmissione, e riproduzione attraverso qualunque mezzo, dei Giochi Olimpici. È titolare di tutti i diritti riguardanti i giochi olimpici estivi, ed invernali: simboli, bandiera, immagine, motto, inno, compreso il simbolo dei 5 cerchi.

Il Movimento Olimpico riceve la maggior parte dei suoi finanziamenti dai diritti dei Giochi Olimpici comprati dalle televisioni di tutto il mondo. Inoltre beneficia dei Partner Olimpici, attraverso un programma di sponsorizzazione, che comprende molte società multinazionali.

La sede del CIO è a Losanna, Svizzera.

modifica Contestazioni al CIO

Sorveglianza armata dei Gurka durante la 117esima sessione del CIO a Singapore

Il CIO è stato più volte oggetto di contestazione da parte di associazionismi e società civile a causa di alcuni aspetti. Fra i tanti aspetti che vengono contestati il fatto che alcuni membri del CIO stesso fossero uomini politicamente legati a dittatori.

Emblematici i casi di Juan Antonio Samaranch, ex presidente del CIO e elemento di spicco della dittatura di Francisco Franco, e di Mohamad Bob Hasan, ex membro del CIO e ministro del dittatore Suharto. Particolare contestazione suscitò l'assegnazione dell'"Ordine Olimpico" a personalità dittatoriali e sanguinarie come Nicolae Ceauşescu e a personalità discusse come Henry Kissinger.

Un altro elemento di dubbi è legato alla riproposizione del "rito" della marcia della fiamma olimpica introdotto dal regime nazista di Adolf Hitler durante le olimpiadi di Berlino nel 1936.

Altro motivo di forti perplessità nasce dalle ragioni di assegnazione della sede di svolgimento dei giochi olimpici. Tale aspetto è balzato agli onori della cronaca durante i giochi invernali di Salt Lake City, dove la magistratura inquirente ha ipotizzato reati di corruzione nei confronti di alcuni membri per avvantaggiare alcune candidature piuttosto di altre [15]. La procedura di assegnazione prevede che a circa 10 anni dalla data delle competizioni si presentino davanti al CIO le città candidate, rappresentate dai comitati promotori, sottoponendo il loro programma sportivo e infrastrutturale e ponendolo al vaglio e allo studio del CIO.

Dopo la votazione si passa alla firma di un contratto piuttosto complesso, in cui è previsto, tra l'altro, che i governi nazionali firmatari garantiscano che una percentuale degli incassi (per esempio i proventi del marketing) andranno al CIO e che questi non sarà coinvolto in eventuali passivi dell'organizzazione, che ovviamente saranno accollati al settore pubblico nazionale, visto che i comitati organizzatori sono de facto "casse vuote".

Anche l'ingresso nel CIO ha spesso destato dubbi, in quanto non avviene attraverso elezione dei membri o nomina da parte di qualche ente governativo, ma tramite un meccanismo di cooptazione del presidente, e i membri non hanno la facoltà di esprimere opinioni ufficiali discordi dalla versione CIO. L'amministrazione del CIO si svolge attraverso l'assemblea plenaria, ma il potere vero è in mano al comitato esecutivo, composto da 15 membri tra cui il presidente del CIO, quattro vicepresidenti e altri dieci che durano in carica quattro anni e sono scelti dall'assemblea con voto segreto.

modifica Simboli olimpici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Simboli olimpici.

Il movimento olimpico utilizza diversi simboli, principalmente ispirati alle idee e agli ideali espressi da De Coubertin.

Probabilmente il simbolo più noto sono i cinque cerchi della bandiera olimpica, che viene issata ad ogni edizione dei Giochi a partire dal 1920. Essa raffigura cinque anelli, di diverso colore, intrecciati in campo bianco. Gli anelli sono cinque come i continenti: Europa, Asia, Africa, America e Oceania. L'intreccio degli anelli rappresenta l'universalità dello spirito olimpico.

I colori scelti per i cinque cerchi sono (da sinistra a destra) blu, giallo, nero, verde e rosso. Insieme al bianco dello sfondo, questi colori erano presenti nelle bandiere di tutte le nazioni del mondo nel momento in cui furono scelti. La combinazione dei colori simboleggia quindi tutti i Paesi, mentre è da sfatare la credenza comune che il colore di ogni cerchio stia a rappresentare un determinato continente [16].

Il motto olimpico ufficiale è "Citius, Altius, Fortius", un'espressione latina che significa "più veloce, più alto, più forte". La frase fu usata per la prima volta in occasione delle Olimpiadi del 1924 a Parigi. Un altro motto, non ufficiale ma non meno importante fu la famosa frase di De Coubertin "L'importante non è vincere ma partecipare".

La fiamma olimpica viene accesa ad Olimpia dai raggi del sole e poi portata da una staffetta di tedofori, introdotta dall' edizione della manifestazione a Berlino nel 1936, fino alla città che ospita i Giochi, dove viene impiegata per accendere il braciere olimpico durante la cerimonia di apertura. La fiamma olimpica arde nel braciere per tutta la durata dell'Olimpiade, e viene spenta nel corso della cerimonia di chiusura.

modifica Cerimonia di apertura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cerimonia di apertura dei Giochi olimpici.
L'accensione del braciere alle Olimpiadi invernali del 2002.

La cerimonia di apertura di un'Olimpiade comprende diversi elementi.[17][18] Dopo il Conto alla rovescia all'inizio dell'evento si comincia con le peripezie preparate dal Paese che ospita le Olimpiadi che prevede danze, canti e coreografie ispirate al folklore e alla storia del paese ospitante[19].

Si continua con la sfilata dei paesi partecipanti, con gli atleti che marciano nello stadio divisi per nazione. I paesi sfilano secondo l'ordine alfabetico della lingua del paese ospitante[17][18],(nel caso della Cina, le nazioni sono state disposte a seconda del numero dei tratti contenenti l'ideogramma del nome del Paese[20]) con due sole eccezioni: la Grecia entra per prima (essendo la patria dei Giochi dell'antichità ed avendo ospitato la prima edizione di quelli moderni), mentre il paese ospitante entra per ultimo nello stadio[19]. Ogni delegazione nazionale è preceduta da un alfiere con la bandiera del paese[17][18]. Fare il portabandiera della propria nazione alle Olimpiadi è considerato un grande onore, e spesso questo ruolo viene assegnato ad uno degli atleti più rappresentativi. Al termine della sfilata, seguono i discorsi del presidente del Comitato Organizzatore dell'edizione dei giochi e del Presidente del Comitato Olimpico Internazionale. Quindi il capo di stato del paese organizzatore apre formalmente l'Olimpiade[21].

Poi viene suonato l'inno olimpico e viene issata la bandiera olimpica vicino a quella del Paese ospitante . Successivamente, tutti i portabandiera si riuniscono attorno ad un podio, dove un rappresentante degli atleti e uno dei giudici di gara (entrambi del paese ospitante) pronunciano il giuramento olimpico (reggendo il vessillo dei 5 cerchi), impegnandosi a nome di tutti a gareggiare e a giudicare secondo le regole che governano i Giochi Olimpici[21].

Infine arriva poi il momento in cui la torcia con la fiamma olimpica entra nello stadio, dopo la lunga staffetta che nei mesi precedenti l'ha portata da Olimpia alla sede dei Giochi. All'ultimo tedoforo (spesso un atleta famoso o una personalità del paese ospitante) spetta il compito di accendere il braciere, in cui il fuoco olimpico arderà per tutta la durata dei Giochi[21]. Contemporaneamente vengono liberate delle colombe, simbolo di pace.

modifica Cerimonia di chiusura

La cerimonia di chiusura è più semplice e meno formale di quella di apertura.

Gli atleti entrano nello stadio mescolati tra loro, senza distinzione per nazione. Vengono issate tre bandiere coi rispettivi inni: quella del paese ospitante, quella della Grecia, quella del paese futuro ospitante dei giochi.

Poi seguono i discorsi del presidente del comitato organizzatore e quello del presidente del CIO, il quale dichiara chiusi i giochi e inviata i giovani del mondo a raccolta alla prossima edizione delle Olimpiadi tra quattro anni.

La bandiera olimpica viene calata. Una versione speciale di essa è consegnata al sindaco della città (il quale deve sventolarla 8 volte) che ospiterà la successiva edizione delle Olimpiadi.

Anche nella cerimonia di chiusura c'è spazio per la parte artistica, con richiami sia al paese che ha appena ospitato i Giochi, sia alla nazione che li ospiterà tra quattro anni, la quale viene presentata in un segmento di 8 minuti.

Dai Giochi Olimpici Estivi del 2004 la premiazione della Maratona maschile avviene durante la cerimonia di chiusura (nei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 è avvenuto con la 50 km di fondo maschile).

Infine, la fiamma olimpica viene spenta.

L'utilizzo dei fuochi (spettacolo pirotecnico) a conclusione della Cerimonia fa parte integrante del Protocollo Olimpico.

modifica Sport olimpici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport olimpici.
L'americano Jesse Owens, che alle Olimpiadi di Berlino 1936 vinse quattro medaglie nell'atletica leggera.

Alle Olimpiadi del 2000 erano presenti 28 discipline sportive, secondo la classificazione adottata dal CIO[22]. Bisogna comunque tenere presente che a volte più sport vengono raggruppati sotto lo stesso nome (per esempio, nel nuoto sono compresi anche i tuffi). Soltanto 5 sport sono sempre stati presenti alle Olimpiadi sin dal 1896: atletica leggera, ciclismo, scherma, ginnastica e nuoto. All'elenco andrebbe aggiunto anche il canottaggio, che era in programma nel 1896, ma le gare furono annullate a causa del maltempo[23].

Nelle Olimpiadi invernali sono attualmente 7 le discipline sportive. Sci alpino, sci di fondo, pattinaggio di figura, hockey su ghiaccio, combinata nordica, salto con gli sci e pattinaggio di velocità sono sempre stati presenti nei programmi dei Giochi olimpici invernali. Gare di pattinaggio di figura e hockey su ghiaccio erano già presenti nei Giochi estivi, prima dell'introduzione di Giochi invernali separati.

Negli ultimi anni il CIO ha inserito nuovi sport nel programma olimpico, tra cui lo snowboard e il beach volley. Dagli anni venti in poi, nessuna disciplina è mai stata tolta dal programma olimpico, ma, viste le dimensioni ormai raggiunte dall'evento olimpico, il CIO si è riservato la possibilità di escludere alcuni sport dopo il 2004. Sport con poco seguito di pubblico o molto costosi potrebbero quindi rischiare di sparire dalle Olimpiadi. baseball e softball, ad esempio, non saranno presenti a Londra 2012. Per le edizioni del 2016 il CIO prevede di avere 28 sport e vorrebbe quindi inserirne altri due oltre ai 26 previsti per il 2012. Gli sport in lista sono 7: baseball, softball (che tenterebbero il rientro) golf (presente nel 1900 e 1904), karate, pattinaggio, rugby a 7 (presente nel 1900, 1908, 1920 e 1924 come versione a 15) e squash.[24][25] La scelta verrà fatta nella 121a sessione del CIO in programma dal 7 al 9 ottobre 2009, la stessa sessione deciderà la città ospitante i Giochi olimpici del 2016.

Fino al 1992 alle Olimpiadi trovavano posto anche i cosiddetti "sport dimostrativi". Le gare di queste discipline si svolgevano contestualmente agli altri eventi olimpici, ma le medaglie assegnate non facevano parte del medagliere ufficiale. Spesso si trattava di sport molto popolari nel paese ospitante, ma poco noti a livello mondiale (per esempio, la pelota basca alle Olimpiadi di Barcellona). In alcuni casi, come il baseball e il curling, gli sport dimostrativi sono stati successivamente inclusi a pieno titolo nel programma olimpico.

modifica Competizioni artistiche

L'inserimento delle competizioni d'arte nei giochi olimpici, desiderio primario del barone De Coubertin, che voleva mantenere l'impostazione originale dei giochi panellenici della Grecia antica, impose al Comitato Olimpico Internazionale di dare enfasi anche all'aspetto culturale e intellettuale, oltre che a quello fisico e sportivo, nella organizzazione delle competizioni[26]. Fu comunque necessario un certo periodo di tempo prima che gli artisti di tutto il mondo si convincessero a partecipare ai Giochi, trovando necessariamente la fonte di ispirazione per le loro creazioni nelle discipline sportive.

A partire dall'edizione di Stoccolma, del 1912, fino a quella di Berlino, nel 1936, i Giochi si svolsero regolarmente (con la sola eccezione del 1916, per la guerra in corso), comprendendo diverse discipline artistiche. Dalle arti figurative (scultura e pittura), alla musica (canto e orchestra), all'architettura (progettazione e urbanistica), alla letteratura (epica e poesia)[26]. La seconda guerra mondiale interruppe il ciclo olimpico (1940, 1944), che riprese, comprendendo l'Arte soltanto per una edizione, con le Olimpiadi di Londra del 1948. Nelle successive edizioni, senza apparenti giustificazioni, se non la maggiore difficoltà a dimostrare la condizione dilettantistica dei concorrenti[26], i Giochi Olimpici si svolsero senza il contributo culturale ed intellettuale delle discipline artistiche, proseguendo fino ai giorni nostri nella veste attuale, pur aggiornandosi con l'esclusione o l'inserimento di discipline sportive sorpassate, ovvero di nuovo interesse.

modifica Dilettanti e professionisti

Secondo De Coubertin gli atleti non dovevano gareggiare per denaro, e quindi fu deciso di non ammettere i professionisti ai Giochi Olimpici. Nella storia delle Olimpiadi moderne questa regola ha generato diverse controversie.

Ai Giochi della I Olimpiade di Atene l'iscrizione di Carlo Airoldi, maratoneta italiano che si era recato nella capitale greca a piedi impiegando 28 giorni, non venne accettata perché Airoldi fu ritenuto dalla giuria un atleta "professionista" in quanto aveva ricevuto una cifra aggiratesi fra le 2000 e le 2.500 pesetas come premio ad una competizione di qualche anno prima.[27]

Ai Giochi della V Olimpiade, Jim Thorpe vinse la medaglia d'oro nel pentathlon e nel decathlon, ma venne poi squalificato perché si scoprì che in precedenza aveva giocato a baseball a livello semi-professionistico. Le medaglie gli furono restituite dal CIO solo nel 1983.[28]

In un'altra occasione, alle Olimpiadi invernali del 1936, gli sciatori svizzeri e austriaci boicottarono i Giochi per protesta contro l'esclusione dei maestri di sci dalle gare, ritenuti professionisti perché guadagnavano denaro dallo sci.

Con il tempo molti si resero conto che la distinzione tra dilettanti e professionisti non aveva più molto senso. Per esempio, molti atleti dei paesi dell'Europa orientale erano ufficialmente dipendenti statali (fenomeno dell'Atleta di stato), ma in realtà erano stipendiati per allenarsi quotidianamente, quindi erano dilettanti di nome, ma non di fatto. Ciò nonostante, il CIO continuò ancora per anni a sostenere nominalmente lo sport dilettantistico.

Negli anni ottanta le regole sul dilettantismo vennero allentate, e praticamente eliminate negli anni novanta. Questo permise, tra l'altro, agli USA di schierare per la prima volta alle Olimpiadi di Barcellona 1992 una squadra di pallacanestro costituita dai migliori giocatori del campionato professionistico americano, il cosiddetto "Dream Team" ("la squadra dei sogni").

Attualmente, l'unica disciplina olimpica in cui non sono ammessi professionisti è la boxe.

Per quanto riguarda il calcio, altro sport dove il professionismo è molto diffuso, l'unico vincolo riguarda l'età: per ogni squadra sono ammessi al massimo 3 "fuoriquota" che abbiano superato i 23 anni e non c'è obbligo di convocarli. Per un certo periodo invece fu in vigore una particolare regola che consentiva alle squadre UEFA e CONMEBOL di convocare giocatori mai presenti alla Coppa del mondo, limite che non avevano le altre confederazioni.

Rimangono comunque in vigore norme molto restrittive sulla pubblicità, almeno sui campi di gara, anche se ci sono molti "sponsor ufficiali olimpici". Sulle divise degli atleti può comparire solo il marchio della ditta produttrice, e anche questo deve comunque non superare delle dimensioni stabilite[29].

modifica Film ufficiali dei Giochi olimpici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Categoria:Film ufficiali dei Giochi olimpici.

Nel maggio 2000 il CIO ha annunciato di avere acquisito i diritti di oltre 20.000 ore di materiale video realizzate fra Londra 1908 e Nagano 1998 sui Giochi olimpici. Il Comitato ha altresì comunicato la notizia dell'attivazione di un sito internet ufficiale [30], nonché di aver comprato i diritti dei precedenti film ufficiali dei Giochi, da Olympia del 1936 ai film di Bud Greenspan [31].

I telespettatori italiani possono vedere la maggior parte di questi film sulla rete televisiva satellitare ESPN Classic Sports che li ha nel proprio palinsesto e li ripropone periodicamente. Inoltre i dvd dei film sono disponibili sul mercato anglosassone in lingua originale e reperibili al pubblico italiano anche su siti tipo Amazon.

modifica Giochi olimpici estivi

modifica Doping e Olimpiadi

Uno dei principali problemi delle Olimpiadi (e dello sport in generale) è il doping. Agli inizi del XX secolo, si iniziarono a usare droghe al fine di ottenere prestazioni sportive migliori.

L'unica morte per doping, avvenuta durante le Olimpiadi, fu ai Giochi di Roma 1960, nella corsa di bici su strada. Il danese Knut Enemark Jensen, cadde dalla sua bici e più tardi morì.[34] L'autopsia rivelò che l'atleta era sotto l'influenza di anfetamine.[35]

A partire dai Giochi del 1968 i test anti-doping furono introdotti dal CIO.[35]

Il primo atleta olimpico ad essere trovato positivo al doping fu lo svedese pentatleta Hans-Gunnar Liljenwall, durante le Olimpiadi di Città del Messico 1968. Liljenwall perse la medaglia di bronzo. Settantatré atleti seguirono Liljenwall nei successivi 38 anni, tra cui molti medagliati. La squalifica per doping più pubblicizzata resterà sempre quella del velocista canadese Ben Johnson, che vinse i 100 metri a Seul 1988. Fu trovato positivo agli steroidi anabolizzanti[35].

Nonostante i controlli, gli atleti hanno continuato ad utilizzare sostanze dopanti nel corso degli anni. Nel 1990, la rilevazione di alcuni documenti denunciò il fatto che molte atlete della Germania Est, erano costrette dai propri allenatori e preparatori ad assumere sostanze dopanti.

Ad oggi la battaglia del CIO si è fatta sempre più forte, ed è dimostrazione che alle recenti olimpiadi invernali di Torino 2006, solamente un atleta è stato trovato positivo al doping.

modifica Campioni olimpici e medagliati

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Atleti con il maggior numero di medaglie olimpiche.

Ai Giochi Olimpici viene stilata una classifica per ogni gara.

Gli atleti, o le squadre, che si piazzano ai primi tre posti ricevono delle medaglie. Ai vincitori va la medaglia d'oro, che in realtà è di argento placcato[36], ai secondi classificati va la medaglia d'argento, ai terzi la medaglia di bronzo. È usuale sostenere che il quarto classificato sia titolato della "medaglia di legno", in realtà non rappresenta nessun titolo onorifico, ma indica un modo di sottolineare la particolarità di chi per un soffio ha sfiorato l'alloro del podio olimpico. Le medaglie contribuiscono a infoltire il medagliere complessivo dei Giochi olimpici delle varie nazioni.

Questa pratica risale a Londra 1908. Ad Atene 1896 le medaglie erano solo per i primi due classificati, mentre a Parigi 1900 e a St. Louis 1904 erano state date coppe ed altri premi, anziché medaglie.

Dato che le Olimpiadi si tengono solo una volta ogni quattro anni (due se si considerano sia le edizioni estive che quelle invernali), il pubblico e gli atleti di quasi tutti gli sport ad esclusione di alcuni sport di squadra, come il calcio ad esempio, spesso le considerano molto più importanti dei campionati del mondo o di altri eventi internazionali, che si disputano più di frequente. Molti atleti sono diventati eroi nazionali o celebrità internazionali dopo aver vinto le Olimpiadi, in virtù dell'unicità dell'evento.

È molto difficile stabilire chi sia il più grande atleta olimpico di tutti i tempi, data la diversità degli sport e l'evoluzione delle Olimpiadi dal 1896 ad oggi. Questa è la classifica degli atleti che hanno vinto più medaglie.

Atleta Nazione Disciplina Olimpiadi
Medaglia d'oro
Medaglia d'argento
Medaglia di bronzo
Totale
Michael Phelps bandiera Stati Uniti Nuoto 2000-presente 14 0 2 16
Ray Ewry bandiera Stati Uniti Atletica leggera 1900-1908 10 0 0 10
Larissa Latynina bandiera URSS Ginnastica 1956-1964 9 5 4 18
Paavo Nurmi bandiera Finlandia Atletica leggera 1920-1928 9 3 0 12
Mark Spitz bandiera Stati Uniti Nuoto 1968-1972 9 1 1 11
Carl Lewis bandiera Stati Uniti Atletica leggera 1984-1996 9 1 0 10
Bjørn Dæhlie bandiera Norvegia Sci di fondo 1992-1998 8 4 0 12
Sawao Kato bandiera Giappone Ginnastica 1968-1976 8 3 1 12
Jenny Thompson bandiera Stati Uniti Nuoto 1992-2004 8 3 1 12
Matt Biondi bandiera Stati Uniti Nuoto 1984-1992 8 2 1 11
Nikolay Andrianov bandiera URSS Ginnastica 1972-1980 7 5 3 15

Questa classifica tiene conto dei risultati delle Olimpiadi estive del 1906, dove Ray Ewry vinse due medaglie d'oro. Quei Giochi non vengono però riconosciuti dalla cronologia ufficiale delle Olimpiadi; senza queste medaglie, Ray Ewry si ferma a quota 8.

Come si può vedere, i due atleti più medagliati di tutti i tempi sono Larissa Latynina (18 medaglie) e Michael Phelps (16 medaglie).

modifica Atleti a medaglia in due differenti sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Atleti vincitori di medaglia olimpica in differenti discipline.
Questa lista è soggetta a frequenti variazioni, e potrebbe non essere aggiornata.

Sono venti [37] gli atleti che nella storia delle Olimpiadi (sia invernali che estive) sono riusciti nell'impresa. Quattro atleti: Frank Kugler (USA), Carl Schumann (GER), Edwin Flack (AUS) e Viggo Jensen (DAN), hanno realizzato l'impresa in una delle prime tre edizioni dei Giochi olimpici estivi ed altri quattro: Thorleif Haug (NOR), Johan Grottumsbraaten (NOR), Thoralf Strømstad (NOR), Oddbjorn Hagen (NOR), vi sono riusciti invece alle Olimpiadi invernali nello sci di fondo e la combinata nordica, discipline diverse ma troppo simili tra loro e che richiedono quindi una polivalenza limitata. L'elenco che segue è riferito ai restanti dodici atleti.

Estive ed invernali

Anche Gillis Grafström conquistò medaglie in due stagioni diverse di Olimpiadi, ma nello stesso sport invernale, poiché ad Anversa 1920 il pattinaggio di figura faceva parte del programma delle Olimpiadi estive.

Estive
Invernali

modifica Edizioni e sedi dei Giochi Olimpici dell'era moderna

La tabella seguente riassume tutte le edizioni delle Olimpiadi estive ed invernali, incluse Londra, Soči e Rio de Janeiro che non hanno ancora ospitato i Giochi.

Olympic flag.svg
Giochi olimpici estivi Giochi olimpici invernali
Logo Anno Evento Sede Logo Anno Evento Sede
Città Nazione Città Nazione
Poster I olimpiade.jpg 1896 Giochi della I Olimpiade Atene Flag of Greece (1828-1978).svg
Grecia
JOParis 1900.jpg 1900 Giochi della II Olimpiade Parigi Flag of France.svg
Francia
- 1904 Giochi della III Olimpiade St. Louis US flag 45 stars.svg
Stati Uniti d'America
- 1906 Giochi olimpici intermedi
(non riconosciuti ufficialmente)
Atene Flag of Greece (1828-1978).svg
Grecia
- 1908 Giochi della IV Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
- 1912 Giochi della V Olimpiade Stoccolma Flag of Sweden.svg
Svezia
I Giochi della VI Olimpiade non furono disputati a causa della prima guerra mondiale
- 1916 Giochi della VI Olimpiade Berlino Flag of the German Empire.svg
Impero tedesco
- 1920 Giochi della VII Olimpiade Anversa Flag of Belgium.svg
Belgio
Inizio delle celebrazioni dei Giochi Olimpiadi Invernali.
1924 Giochi della VIII Olimpiade Parigi Flag of France.svg
Francia
1924 I Giochi olimpici invernali Chamonix-Mont-Blanc Flag of France.svg
Francia
1928 Giochi della IX Olimpiade Amsterdam Flag of the Netherlands.svg
Paesi Bassi
1928 II Giochi olimpici invernali Sankt Moritz Flag of Switzerland.svg
Svizzera
1932 poster.jpg 1932 Giochi della X Olimpiade Los Angeles US flag 48 stars.svg
Stati Uniti d'America
Lake placid 1932 logo.gif 1932 III Giochi olimpici invernali Lake Placid US flag 48 stars.svg
Stati Uniti d'America
Olympic logo 1936.jpg 1936 Giochi della XI Olimpiade Berlino Flag of Germany 1933.svg
Germania nazista
1936 IV Giochi olimpici invernali Garmisch-Partenkirchen Flag of Germany 1933.svg
Germania nazista
I Giochi Olimpici della XII e della XIII Olimpiade, i V e i VI Giochi olimpici invernali non furono disputati a causa della seconda guerra mondiale
1940 Giochi della XII Olimpiade Tōkyō Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
1940 V Giochi olimpici invernali Sapporo Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
1944 Giochi della XIII Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
1944 VI Giochi olimpici invernali Cortina d'Ampezzo Flag of Italy (1861-1946).svg
Regno d'Italia
1948 Giochi della XIV Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
1948 V Giochi olimpici invernali Sankt Moritz Flag of Switzerland.svg
Svizzera
1952 Giochi della XV Olimpiade Helsinki Flag of Finland (bordered).svg
Finlandia
1952 VI Giochi olimpici invernali Oslo Flag of Norway.svg
Norvegia
1956 Giochi della XVI Olimpiade Melbourne Flag of Australia.svg
Australia
1956 wolympics logo.gif 1956 VII Giochi olimpici invernali Cortina d'Ampezzo Flag of Italy.svg
Italia
Roma 1960.jpg 1960 Giochi della XVII Olimpiade Roma Flag of Italy.svg
Italia
1960 VIII Giochi olimpici invernali Squaw Valley US flag 49 stars.svg
Stati Uniti d'America
1964 Giochi della XVIII Olimpiade Tōkyō Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
1964 IX Giochi olimpici invernali Innsbruck Flag of Austria.svg
Austria
1968 Mexico emblem.gif 1968 Giochi della XIX Olimpiade Città del Messico Flag of Mexico.svg
Messico
1968 X Giochi olimpici invernali Grenoble Flag of France.svg
Francia
1972 Giochi della XX Olimpiade Monaco di Baviera Flag of Germany.svg
Germania Ovest
1972 XI Giochi olimpici invernali Sapporo Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
Montreal1976 logo.png 1976 Giochi della XXI Olimpiade Montréal Flag of Canada.svg
Canada
1976 XII Giochi olimpici invernali Innsbruck Flag of Austria.svg
Austria
1980 Giochi della XXII Olimpiade Mosca Flag of the Soviet Union 1955.svg
Unione Sovietica
1980 wolympics logo.png 1980 XIII Giochi olimpici invernali Lake Placid Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
LosAngeles1984 logo.gif 1984 Giochi della XXIII Olimpiade Los Angeles Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
1984 XIV Giochi olimpici invernali Sarajevo Flag of SFR Yugoslavia.svg
RSF Jugoslavia
Seul1988 logo.jpg 1988 Giochi della XXIV Olimpiade Seoul Flag of South Korea (bordered).svg
Corea del Sud
1988 wolympics logo.png 1988 XV Giochi olimpici invernali Calgary Flag of Canada.svg
Canada
Barcellona1992 logo.jpg 1992 Giochi della XXV Olimpiade Barcellona Flag of Spain.svg
Spagna
1992 wolympics logo.png 1992 XVI Giochi olimpici invernali Albertville Flag of France.svg
Francia
A partire dai XXVI Giochi Olimpici Estivi la manifestazione è sfalsata di due anni rispetto ai Giochi Olimpici invernali
Atlanta1996 logo.jpg 1996 Giochi della XXVI Olimpiade Atlanta Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
1994 wolympics logo.jpg 1994 XVII Giochi olimpici invernali Lillehammer Flag of Norway.svg
Norvegia
Sydney2000.svg 2000 Giochi della XXVII Olimpiade Sydney Flag of Australia.svg
Australia
Logo nagano 1998.gif 1998 XVIII Giochi olimpici invernali Nagano Flag of Japan (bordered).svg
Giappone
Athens2004logo.svg 2004 Giochi della XXVIII Olimpiade Atene Flag of Greece.svg
Grecia
Logo salt lake city 2002.gif 2002 XIX Giochi olimpici invernali Salt Lake City Flag of the United States.svg
Stati Uniti d'America
Beijing 2008.svg 2008 Giochi della XXIX Olimpiade Pechino Flag of the People's Republic of China.svg
Cina
Torino2006.svg 2006 XX Giochi olimpici invernali Torino Flag of Italy.svg
Italia
London Olympics 2012 logo.png 2012 Giochi della XXX Olimpiade Londra Flag of the United Kingdom.svg
Regno Unito
2010 Winter Olympics logo.png 2010 XXI Giochi olimpici invernali Vancouver Flag of Canada.svg
Canada
2016 Giochi della XXXI Olimpiade Rio de Janeiro Flag of Brazil.svg
Brasile
Sochi2014.svg 2014 XXII Giochi olimpici invernali Soči Flag of Russia.svg
Russia
2020 Giochi della XXXII Olimpiade Roma Flag of Italy.svg
Italia

2018 Selezione della città organizzatrice dei XXIII Giochi olimpici invernali

modifica Note

  1. ^ a b c Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 4
  2. ^ a b c Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 5
  3. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 11
  4. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 16
  5. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 15
  6. ^ The Nazi Olympics. The American-Israeli Cooperative Enterprise, 2006. URL consultato il 2006-12-28.
  7. ^ Great Soviet Encyclopedia, 3rd edition, volume 24 (part 1), p. 286, Moscow, Sovetskaya Entsiklopediya publisher, 1976
  8. ^ Melbourne/Stockholm 1956: Did you know?. International Olympic Committee. URL consultato il 2006-12-28.
  9. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 21
  10. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 23
  11. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 24
  12. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 25
  13. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 22
  14. ^ Olympic Park Bombing. CNN.
  15. ^ BBC - Olympic vote buyng scandal.
  16. ^ In realtà il simbolo olimpico (gli anelli olimpici) esprimono l'attività del Movimento Olimpico, e rappresentano l'unione dei cinque continenti e l'incontro degli atleti da tutto il mondo ai giochi olimpici ("The Olympic symbol consists of five interlaced rings of equal dimensions, used alone, in one or in five different colours, which are, from left to right, blue, yellow, black, green and red. The Olympic symbol (the Olympic rings) expresses the activity of the Olympic Movement and represents the union of the five continents and the meeting of athletes from throughout the world at the Olympic Games"): International Olympic Committee.
  17. ^ a b c Fact sheet: Opening Ceremony of the Summer Olympic Games (PDF) International Olympic CommitteeFebruary 2008, URL consultato il 2008-08-14.
  18. ^ a b c Fact sheet: Opening Ceremony of the Winter Olympic Games (PDF) International Olympic CommitteeFebruary 2008, URL consultato il 2008-08-14.
  19. ^ a b The development of the Games - Between festival and tradition in The Modern Olympic Games (PDF) International Olympic Committee, 5 URL consultato il 2007-01-10.
  20. ^ Beijing Olympics open with spectacular ceremony The Guardian, 8 August 2008
  21. ^ a b c Olympic Charter - in force as from 7 July 2007.
  22. ^ Sports. International Olympic Committee. URL consultato il 2007-03-18.
  23. ^ The Olympic Games. AAFLA. URL consultato il 2007-04-01.
  24. ^ Il golf bussa alle porte di Olimpia, candidatura per i Giochi del 2016
  25. ^ 7 sports considered for 2016 Olympics
  26. ^ a b c Competizioni artistiche
  27. ^ Carlo Airoldi
  28. ^ Olimpiadi: da Atene a Seul, pag. 10
  29. ^ 'Advertising, Demonstrations, Propaganda', Olympic Charter, pp98-100. International Olympic Committee, October 2007. URL consultato il 2008-08-08.
  30. ^ OTAB.com Official Television Archive Bureau
  31. ^ IOC Announces Launchof OTAB.COM
  32. ^ Bud Greenspan's Athens 2004: Stories of Olympic Glory
  33. ^ Beijing 2008 Olympic Games - official film website goes live!
  34. ^ Doping.
  35. ^ a b c Drug Testing In The Olympics
  36. ^ In realtà, pur essendo di argento placcato, ogni medaglia d'oro contiene almeno sei grammi di oro puro. Medals of Beijing Olympic Games unveiled, Beijing 2008 Website (accessed 12/Aug/2008)
  37. ^ Dalla Gazzetta dello Sport del 7 luglio 2008: I medagliati in diverse discipline

modifica Bibliografia

modifica Voci correlate

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